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L`organizzazione civile della societa` saharawi poggia essenzialmente
sulla donna che predispone e dirige tutte le attivita` della vita quotidiana all`interno
dei campi profughi. I motivi di una tale organizzazione sono sicuramente da ricercare nel
fatto che gli uomini, impegnati a condurre la guerra di liberazione militare e
diplomatica, sono stati e sono assenti, ma e` innegabile la profonda diversita` culturale
con il resto del mondo arabo. Il popolo saharawi ( la cui origine e` da attribuire alla
societa` berbera che nei confronti della donna si e` sempre dimostrata profondamente
aperta ) ha sempre visto la donna ricoprire un ruolo fondamentale nella societa`. Ma la
cosa stupefaciente e` che essa ha perduto questa identita` durante i numerosi anni della
colonizzazione spagnola che opero` il massimo della decolturazione proprio sulla donna
emarginandola dal processo produttivo coloniale, dall`accesso alle scuole e da tutte le
attivita` in grado di mantenere e trasmettere la cultura saharawi. Essa e` stata tuttavia
in grado di recuperare questo grande patrimonio e metterlo a disposizione della famiglia e
del proprio paese impegnato nella lotta di liberazione. Proprio il ruolo che le donne
svolgono, la loro tangibile forza e determinazione, le loro capacita` ed il loro impegno
ci fanno pensare che la posizione assunta dalla donna saharawi nella sua societa` non
potra` regredire e che sara`, anche in futuro, una posizione attiva e paritaria.
Ma forse meglio di tante spiegazioni, questa poesia "Alla donna Saharawi",
scritta da un uomo saharawi, puo` sintetizzare tutto cio`:
| Donna dai capelli neri |
| cascata universale di notte apparsa |
| con il tuo sorriso. |
| Creasti una vita di ansie e diritti |
| in un popolo che ti venera. |
| Le tue parole, |
| consolazione del ferito e ricetta
contro il dolore, |
| sguainano pugnali di rose |
| che fioriscono sulla patria. |
| E le tue mani mansuete |
| per mordere il bordo del pane e la
vita sono ribelli, |
| quando impugni le armi |
| e difendi i tuoi figli. |
| Donna fatta di sole, sabbia e ragione |
| il tuo dolore immenso e` il peso che
ci opprime |
| e il tuo grido alle
"jaimas" |
| dove il tuo sudore e` pane, case,
scuole e ospedali |
| si erge schiaffeggiando |
| il tempo e gia` sei ascoltata. |
| Donna nel tuo sguardo |
| c`e` odio per l`invasore |
| ma cresce la speranza |
| e l`amore si scatena |
| come cataclisma di passioni. |
| Donna tu sei il popolo, anche Tu sei
rivoluzione
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| Ci scusiamo, le foto saranno immesse al piu` presto |
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