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| ASSOCIAZIONE
LIVORNESE DI SOLIDARIETA` CON IL POPOLO SAHARAWI |
| Progetto
Celiachia |
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Concreto
aiuto materiale delladottante alla famiglia del bambino celiaco adottato, per
acquistare alimenti freschi (carne, uova e verdure) garantendo continuità integrativa
alla dieta senza glutine |
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Dare disponibilita` all`adozione a distanza per un bambino celiaco, consiste
nel versare la somma di L.30.000 mensili. La somma verrà consegnata personalmente alla
famiglia del bambino adottato attraverso i rappresentanti dellassociazione che si
recheranno almeno due volte allanno ai campi profughi, accompagnati se possibile dai
rappresentanti delle famiglie adottanti. |
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Possibilità di contatto diretto tra chi adotta il bambino e la famiglia del
bambino adottato tramite lettere, invio di foto ed eventualmente visite presso le proprie
tende ai campi profughi. |
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Associazione Livornese di
Solidarietà con il Popolo Saharawi
Progetto Celiachia
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SCHEDA DI ADESIONE N°
..
Il
sottoscritto/a
nato/a
il
residente
a
via
.
città
telefono
.
professione
Bambino
adottato/a
.
dati
anagrafici
..
note
MODALITA DI PAGAMENTO ( Barrare la scelta ):
[] RATE MENSILI
[] RATE SEMESTRALI ANTICIPATE
[] RATA ANNUA ANTICIPATA |
| Come e quando e` nato il
progetto:
| PROGETTO
CELIACHIA |
| ADOZIONE
A DISTANZA DEI BAMBINI SAHARAWI CELIACI |
| OVVERO: |
| come
aiutare le famiglie a garantire a questi bambini una dieta senza glutine |
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Informazioni: |
| Ø Nei campi profughi , in un deserto
inospitale nellarea di Tindouf a sud
dellAlgeria (a ridosso delle frontiere con il Sahara
Occidentale e la Mauritania) vivono oltre
300.000 Saharawi fra cui oltre
50.000 bambini e ragazzi.
Ø La
nostra Associazione che da
oltre 15 anni
come iniziativa principale cura e gestisce lospitalità estiva di gruppi di bambini durante i mesi estivi di
luglio-agosto, nel corso del chek-up sanitario cui tutti i bambini venivano
sottoposti, evidenziava numerosi casi di patologia celiaca.
Ø Dal
1997 si è avviato un
progetto dintervento a favore dei
bambini celiaci, sollecitato e promosso dallAssociazione Livornese di solidarietà
con il Popolo Saharawi, in collaborazione con
il Prof. Luciano Vizzoni, organizzato dallONG/COSPE (Cooperazione per lo sviluppo
dei paesi emergenti) e con la collaborazione del Dott. Carlo Catassi della clinica di
Gastroenterologia di Ancona e consulente scientifico
dellA.I.C. (Associazione Italiana Celiaci) nazionale.
Ø Il progetto CELIACHIA che
inizialmente ha potuto avviarsi grazie ai finanziamenti dellunione COOPERATIVE TOSCANA-LAZIO, della
Cooperazione decentrata della Regione
Toscana, ultimamente di membri dellAIC (Associazione
Italiana Celiaci), nei mesi scorsi ha anche ottenuto un finanziamento
dellUnione Europea; sinora si è realizzato: |
| 1. Unindagine accurata sulla
diffusione del morbo, su un campione di 1.100 bambini si è riscontrato una prevalenza del
morbo celiaco del 5,6%, contro lo 0,2-0,5% europeo, con la diagnosi di 97 casi.
2. Una prima sensibilizzazione dei
responsabili del governo Saharawi, degli
operatori sanitari, e delle madri (corsi sulla nutrizione).
3. Un laboratorio diagnostico e la
formazione sia di un tecnico di laboratorio
che di un pediatra Saharawi.
4. Il
soggiorno specifico per bambini celiaci durante il periodo estivo. |
| Il progetto ha programmato un rilancio forte, grazie ai finanziamenti
dellUE in questi mesi, impostando: |
| Unaccelerazione
dellattività diagnostica per individuare nuovi casi
Unattività formativa sistematica
per il personale sanitario
Un appoggio / informazione alle madri
sulla dieta e sulla capacità di preparare alimenti compatibili con le risorse esistenti.
La costituzione di una associazione
delle madri dei celiaci che possa garantire, a conclusione del progetto, lattenzione
a questo problema
Linvio di uno stock di farina
senza glutine ai campi, in grado di garantire almeno la risorsa pane ai casi identificati
per almeno due anni.
La realizzazione di un video sul morbo
celiaco per la formazione dei sanitari e uno sullalimentazione per una campagna di
sensibilizzazione delle donne.
Un opuscolo vademecum
per celiaci , a disegni ed in lingua Hassania. |
| Il problema più importante resta
quello dellalimentazione, la maggior conoscenza e sensibilizzazione della famiglia allutilizzo di altri
alimenti, la scorta di farina per 2 anni di pane, non
risolvono il problema. Per questo è nata lidea di adozione a distanza
di bambini celiaci, cioè un finanziamento mensile che dia alla famigliacon
celiaci la possibilità di acquistare sul mercato della piccola città di confine Tindouf,
alimenti freschi (verdura, carne) rendendo
più facile la realizzazione di una dieta senza glutine. |
| LAssociazione si impegna ad
organizzare lavvio di una campagna ADOZIONE A DISTANZA-BAMBINI CELIACI, identificando
gli adottandi in singole persone, enti , istituzioni , associazioni laiche e
religiose,parrocchie e chiunque altro voglia aderire alliniziativa; raccogliendo e consegnando con continuità la
distribuzione
degli aiuti direttamente ai familiari del
bambino adottato, garantendo la massima correttezza. |
| Liniziativa ADOZIONE A
DISTANZA-BAMBINO CELIACO, si pone
infatti, non solo lobiettivo immediato dellaiuto umanitario concreto, ma anche quello morale più impegnativo di favorire
relazioni interpersonali che sappiano
comunicare solidarietà , amicizia e calore
umano tra chi da e chi riceve. |
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PROGETTO CELIACHIA
Associazione Livornese di Solidarietà con il Popolo
Saharawi
BREVE RIEPILOGO DELLA STORIA E DEI TEMPI DI SVILUPPO DEL
PROGETTO
Nel corso dellOspitalità Estiva di gruppi di bambini
che lassociazione cura e gestisce dal 1987,veniva evidenziata una fortissima
presenza di casi di celiachia, da qui nasceva la necessità e lintento di poter
operare a livello sanitario presso i campi profughi.Veniva subito eseguita un indagine su
100 bambini dove risultarono positivi 22 casi. Da questa casistica lallarme di una
possibile alta incidenza. Grazie all impegno della COOP TOSCANA LAZIO, da noi
interpellata, di partecipare al finanziamento del progetto, nel maggio 1997 la nostra
associazione si rivolge al O.N.G.COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti),
per chiedergli di mettere in atto un progetto sulla malattia celiaca nei campi dei
rifugiati Saharawi. A fine settembre 97 viene presentata una richiesta di
coofinanziamento alla Unione Europea. Nel gennaio 98, grazie alla collaborazione del
dott Carlo Catassi delluniversità di Ancona che assume la presa in carico dello
studio epidemiologico della malattia celiaca presso i Saharawi,viene effettuato nei campi,
con una equipe di 4 medici e 2 infermiere, uno screening su un campione di 1.100 ragazzi
che ha permesso di verificare la presenza di 5,6% ( in Italia è lo 0.5% ) di
predisposizione genetica allintolleranza del glutine. Il finanziamento della CE
(Comunita Europea), giungerà in aprile 2000, ma per fortuna con il finanziamento
delle COOP e della Regione Toscana il progetto ha potuto progredire nel 98 e
99.
RISULTATI RAGGIUNTI
1- La patologia è ora conosciuta dai responsabili della RASD, da buona
parte del corpo sanitario e dalle mamme dei ragazzi affetti da questa patologia.
2- Il laboratorio diagnostico, completo di microscopio a fluorescenza,
centrifuga, frigorifero, condizionatore daria, strumenti vari per analisi, è
funzionante, per cui oggi riescono ad essere autonomi per la diagnosi. Il tecnico di
laboratorio, in accordo con un pediatra dellospedale di Rabouni, esegue le analisi
per i casi sospetti che gli vengono segnalati. Il progetto rifornisce dallItalia i
kits diagnostici antiendomisio
3- 300 ragazzi celiaci diagnosticati sono seguiti e messi in condizione,
anche se in modo ancora limitato, di poter fare una dieta alimentare senza glutine. Viene
garantito loro 6 kg al mese di farina senza glutine.
4- Si è realizzato un cartellino di certificazione per ogni ragazzo
celiaco che possa permettere di garantire una dieta senza glutine in caso di vacanze
allestero.
5- Si sono realizzati dei soggiorni estivi, specifici per ragazzi celiaci,
30 in Italia nel 2000 e 50 in Italia e 20 in Spagna nel 2001-2002, con degli esiti
positivi per la loro salute.
6- Nel 01/2001 abbiamo avviato " LADOZIONE A DISTANZA DEI
BAMBINI CELIACI " che potrà permettere alle famiglie di acquistare sui mercati, oggi
esistenti nei campi, i cibi freschi.
7- Un primo gruppo di mamme ha preso coscienza del problema e sono
disponibili a collaborare con il progetto ed affrontare la dimensione sociale di questa
patologia. Si può ritenere che sono poste le basi per la costituzione di una Associazione
Celiaci Saharawi.
8- Esiste ora in loco una equipe stabile di 4 Saharawi ( due animatrici,
un tecnico di laboratorio e autista ), enumerati tramite il ministero di cooperazione che
si dedicano a tempo pieno al progetto avendo un ufficio con un minimo di attrezzatura (
computer, stampante, e-mail, fotocopiatrice ) ed unauto 4x4 per gli spostamenti ed i
trasporti, munita di un frigo per la conservazione del siero.
9- E stato accettato dalla Mezza Luna Rossa Saharawi, che la farina
senza glutine sia posta in un deposito e la distribuzione venga fatta dallequipe del
progetto. Il camion militare inviato dalla nostra associazione è affidato al Ministero
della Salute ma a disposizione del progetto.
OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE
A- Progressione della attività diagnostica che necessiterà ancora della
missione di un gruppo di medici e operatori sanitari italiani nei campi negli ultimi mesi
del 2002.
B- Ampliamento delle adozioni a distanza fino a raggiungimento di tutti i
ragazzi celiaci diagnosticati.
C Accettazione da parte del programma ECHO di fornire la farina senza
glutine sia per garantire la continuità nel futuro ( dopo la conclusione del progetto )
sia per coprire la spesa a carico del progetto stesso.
D- Garantire il soggiorno estivo in Italia per almeno 100 ragazzi nel
2003.
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