colombemini.gif (1547 byte)               agreem1.gif (916 byte)  

Statuto

Iniziative

Progetti

Recapiti

Pubblicazioni

      flag[1].gif (4120 byte)

      
ASSOCIAZIONE LIVORNESE DI SOLIDARIETA` CON IL POPOLO SAHARAWI
Progetto Celiachia
adozione-a-distanza.gif (3337 byte)
                                                                                              
   Concreto aiuto materiale dell’adottante alla famiglia del bambino celiaco adottato, per acquistare alimenti freschi (carne, uova e verdure) garantendo continuità integrativa alla dieta senza glutine

 

Dare disponibilita` all`adozione a distanza per un bambino celiaco, consiste nel versare la somma di L.30.000 mensili. La somma verrà consegnata personalmente alla famiglia del bambino adottato attraverso i rappresentanti dell’associazione che si recheranno almeno due volte all’anno ai campi profughi, accompagnati se possibile dai rappresentanti delle famiglie adottanti.

 

Possibilità di contatto diretto tra chi adotta il bambino e la famiglia del bambino adottato tramite lettere, invio di foto ed eventualmente visite presso le proprie tende ai campi profughi.

 

Fac-simile del modello da compilare in caso si voglia fare un adozione.

Associazione Livornese di Solidarietà con il Popolo Saharawi

Progetto Celiachia 

 ---------------------------------------------------

 SCHEDA DI ADESIONE N°……..

 

Il sottoscritto/a……………………………………………………………

nato/a………………………………………………………………………

il……………………………………………………………………………

residente a…………………………………………………………………

via………………………………………………………………………….

città…………………………………………………………………………

telefono…………………………………………………………………….

professione…………………………………………………………………

 

Bambino adottato/a……………………………………………………….

dati anagrafici……………………………………………………………..

………………………………………………………………………………

note…………………………………………………………………………

MODALITA’ DI PAGAMENTO ( Barrare la scelta ):

[]   RATE MENSILI

[]   RATE SEMESTRALI ANTICIPATE

[]   RATA ANNUA ANTICIPATA

 

Come e quando e` nato il progetto:

 

PROGETTO CELIACHIA
ADOZIONE A DISTANZA DEI BAMBINI SAHARAWI CELIACI
OVVERO:
come aiutare le famiglie a garantire a questi bambini una dieta senza glutine

 

Informazioni:

 

Ø       Nei campi profughi , in un deserto inospitale nell’area di  Tindouf a sud dell’Algeria (a ridosso delle frontiere con il Sahara   Occidentale e la Mauritania) vivono oltre   300.000  Saharawi  fra cui  oltre 50.000 bambini e ragazzi.

Ø       La   nostra  Associazione che da oltre 15  anni   come iniziativa principale cura e gestisce l’ospitalità estiva  di gruppi di bambini durante i mesi estivi di luglio-agosto,  nel corso  del chek-up sanitario cui tutti i bambini venivano sottoposti,  evidenziava  numerosi casi di patologia celiaca.

Ø       Dal    1997  si è avviato un progetto  d’intervento a favore dei bambini celiaci, sollecitato e promosso dall’Associazione Livornese di solidarietà con il Popolo Saharawi,  in collaborazione con il Prof. Luciano Vizzoni, organizzato dall’ONG/COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti) e con la collaborazione del Dott. Carlo Catassi della clinica di Gastroenterologia di Ancona e consulente scientifico   dell’A.I.C. (Associazione Italiana Celiaci) nazionale.

Ø       Il progetto  CELIACHIA che   inizialmente ha potuto avviarsi grazie ai finanziamenti  dell’unione COOPERATIVE TOSCANA-LAZIO, della Cooperazione decentrata della  Regione Toscana, ultimamente di membri dell’AIC (Associazione   Italiana Celiaci), nei mesi scorsi ha anche ottenuto un finanziamento dell’Unione Europea; sinora si è realizzato:

 

1.       Un’indagine accurata sulla diffusione del morbo, su un campione di 1.100 bambini si è riscontrato una prevalenza del morbo celiaco del 5,6%, contro lo 0,2-0,5% europeo, con la diagnosi di 97 casi. 

2.       Una prima sensibilizzazione dei responsabili del  governo Saharawi, degli operatori sanitari, e delle madri (corsi sulla nutrizione).

3.       Un laboratorio diagnostico e la formazione sia di un  tecnico di laboratorio che di un pediatra Saharawi.

4.     Il soggiorno specifico per bambini celiaci durante il periodo estivo.

 

Il progetto ha programmato un rilancio forte, grazie ai finanziamenti dell’UE in questi mesi, impostando:

 

Un’accelerazione dell’attività diagnostica per individuare nuovi casi

Un’attività formativa sistematica per il personale sanitario

Un appoggio / informazione alle madri sulla dieta e sulla capacità di preparare alimenti compatibili con le risorse esistenti.

La costituzione di una associazione delle madri dei celiaci che possa garantire, a conclusione del progetto, l’attenzione a questo problema

L’invio di uno stock di farina senza glutine ai campi, in grado di garantire almeno la risorsa pane ai casi identificati per almeno due anni.

La realizzazione di un video sul morbo celiaco per la formazione dei sanitari e uno sull’alimentazione per una campagna di sensibilizzazione delle donne.

Un  opuscolo  vademecum per celiaci , a disegni ed in lingua Hassania.

 

Il problema più importante resta quello dell’alimentazione, la maggior conoscenza e sensibilizzazione  della famiglia all’utilizzo di altri alimenti, la scorta di farina per 2 anni di pane, non   risolvono il problema. Per questo è nata l’idea di adozione a distanza di bambini celiaci, cioè un finanziamento mensile che dia alla famigliacon celiaci la possibilità di acquistare sul mercato della piccola città di confine Tindouf, alimenti freschi  (verdura, carne) rendendo più facile la realizzazione di una dieta senza glutine.

 

L’Associazione si impegna ad organizzare l’avvio di una campagna “ADOZIONE A DISTANZA-BAMBINI CELIACI”,  identificando gli adottandi in singole persone, enti , istituzioni , associazioni laiche e religiose,parrocchie e chiunque altro voglia aderire all’iniziativa;  raccogliendo e consegnando con continuità la distribuzione degli aiuti direttamente  ai familiari del bambino adottato, garantendo la massima correttezza.

 

L’iniziativa “ADOZIONE A DISTANZA-BAMBINO CELIACO”,  si pone infatti, non solo l’obiettivo immediato dell’aiuto umanitario concreto, ma anche  quello morale più impegnativo di favorire relazioni interpersonali che sappiano comunicare solidarietà ,  amicizia e calore umano tra  chi da e chi riceve.

                                                                                                                        

                                                                                                                                              

PROGETTO CELIACHIA

Associazione Livornese di Solidarietà con il Popolo Saharawi

BREVE RIEPILOGO DELLA STORIA E DEI TEMPI DI SVILUPPO DEL PROGETTO

Nel corso dell’Ospitalità Estiva di gruppi di bambini che l’associazione cura e gestisce dal 1987,veniva evidenziata una fortissima presenza di casi di celiachia, da qui nasceva la necessità e l’intento di poter operare a livello sanitario presso i campi profughi.Veniva subito eseguita un indagine su 100 bambini dove risultarono positivi 22 casi. Da questa casistica l’allarme di una possibile alta incidenza. Grazie all’ impegno della COOP TOSCANA LAZIO, da noi interpellata, di partecipare al finanziamento del progetto, nel maggio 1997 la nostra associazione si rivolge al O.N.G.COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti), per chiedergli di mettere in atto un progetto sulla malattia celiaca nei campi dei rifugiati Saharawi. A fine settembre ’97 viene presentata una richiesta di coofinanziamento alla Unione Europea. Nel gennaio ’98, grazie alla collaborazione del dott Carlo Catassi dell’università di Ancona che assume la presa in carico dello studio epidemiologico della malattia celiaca presso i Saharawi,viene effettuato nei campi, con una equipe di 4 medici e 2 infermiere, uno screening su un campione di 1.100 ragazzi che ha permesso di verificare la presenza di 5,6% ( in Italia è lo 0.5% ) di predisposizione genetica all’intolleranza del glutine. Il finanziamento della CE (Comunita’ Europea), giungerà in aprile 2000, ma per fortuna con il finanziamento delle COOP e della Regione Toscana il progetto ha potuto progredire nel ’98 e ’99.

 RISULTATI RAGGIUNTI

1- La patologia è ora conosciuta dai responsabili della RASD, da buona parte del corpo sanitario e dalle mamme dei ragazzi affetti da questa patologia.

2- Il laboratorio diagnostico, completo di microscopio a fluorescenza, centrifuga, frigorifero, condizionatore d’aria, strumenti vari per analisi, è funzionante, per cui oggi riescono ad essere autonomi per la diagnosi. Il tecnico di laboratorio, in accordo con un pediatra dell’ospedale di Rabouni, esegue le analisi per i casi sospetti che gli vengono segnalati. Il progetto rifornisce dall’Italia i kits diagnostici antiendomisio

3- 300 ragazzi celiaci diagnosticati sono seguiti e messi in condizione, anche se in modo ancora limitato, di poter fare una dieta alimentare senza glutine. Viene garantito loro 6 kg al mese di farina senza glutine.

4- Si è realizzato un cartellino di certificazione per ogni ragazzo celiaco che possa permettere di garantire una dieta senza glutine in caso di vacanze all’estero.

5- Si sono realizzati dei soggiorni estivi, specifici per ragazzi celiaci, 30 in Italia nel 2000 e 50 in Italia e 20 in Spagna nel 2001-2002, con degli esiti positivi per la loro salute.

6- Nel 01/2001 abbiamo avviato " L’ADOZIONE A DISTANZA DEI BAMBINI CELIACI " che potrà permettere alle famiglie di acquistare sui mercati, oggi esistenti nei campi, i cibi freschi.

7- Un primo gruppo di mamme ha preso coscienza del problema e sono disponibili a collaborare con il progetto ed affrontare la dimensione sociale di questa patologia. Si può ritenere che sono poste le basi per la costituzione di una Associazione Celiaci Saharawi.

8- Esiste ora in loco una equipe stabile di 4 Saharawi ( due animatrici, un tecnico di laboratorio e autista ), enumerati tramite il ministero di cooperazione che si dedicano a tempo pieno al progetto avendo un ufficio con un minimo di attrezzatura ( computer, stampante, e-mail, fotocopiatrice ) ed un’auto 4x4 per gli spostamenti ed i trasporti, munita di un frigo per la conservazione del siero.

9- E’ stato accettato dalla Mezza Luna Rossa Saharawi, che la farina senza glutine sia posta in un deposito e la distribuzione venga fatta dall’equipe del progetto. Il camion militare inviato dalla nostra associazione è affidato al Ministero della Salute ma a disposizione del progetto.

OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE

A- Progressione della attività diagnostica che necessiterà ancora della missione di un gruppo di medici e operatori sanitari italiani nei campi negli ultimi mesi del 2002.

B- Ampliamento delle adozioni a distanza fino a raggiungimento di tutti i ragazzi celiaci diagnosticati.

C Accettazione da parte del programma ECHO di fornire la farina senza glutine sia per garantire la continuità nel futuro ( dopo la conclusione del progetto ) sia per coprire la spesa a carico del progetto stesso.

D- Garantire il soggiorno estivo in Italia per almeno 100 ragazzi nel 2003.