LA
STORIA
1884 Il trattato di Berlino sancisce i confini del Sahara Occidentale, colonia
spagnola abitata dal popolo saharawi, rispetto a Marocco e Mauritania, colonie francesi.
1973 Viene
fondato il Fronte Polisario (Fronte di Liberazione di Saghuia-el-Hamra e Rio de Oro), il
cui manifesto è quello di combattere fino allindipendenza del popolo saharawi e al
riconoscimento della sua sovranità sulla propria terra.
1974 Nellaccordo
di Rabat, il Marocco e la Mauritania decidono di dividersi il territorio e le ingenti
risorse naturali del Sahara Occidentale.
1975 La
commissione inviata dallONU riconosce il diritto del popolo saharawi
allautodeterminazione.
1975 La
Spagna cede definitivamente il territorio del Sahara Occidentale a Marocco e Mauritania.
Questi invadono il territorio saharawi contrastati dalla resistenza del Fronte Polisario;
una parte della popolazione civile, per sfuggire al genocidio, si rifugia nel deserto
algerino, in prossimità di Tindouf; il Marocco tenta di mascherare linvasione
tramite la Marcia Verde, insediamento di coloni marocchini nel territorio del Sahara
Occidentale.
1976 LONU condanna
laccaduto, ma senza alcun intervento concreto.
1976 Viene
proclamata la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica) sul territorio dellex
Sahara Occidentale. Sarà riconosciuta da 74 Paesi.
1978 La
Mauritania, a seguito di un golpe militare, rinunzia al conflitto e il nuovo governo
ratifica (1979) un accordo di pace con il Fronte Polisario; il Marocco raddoppia quindi il
proprio sforzo bellico e invade anche la parte meridionale del Sahara Occidentale. 1978
La Spagna riconosce il Fronte Polisario.
1979 Il
re del Marocco firma la Carta per i Diritti dellUomo
1982 La
RASD è ammessa quale 51° stato membro dellOUA (Organizzazione dellUnità
Africana) e il Marocco, per protesta, se ne dissocia.
1985 Il
Marocco si dichiara disponibile ad affrontare il referendum, confidando sul fatto che
ormai la popolazione presente nei territori rivendicati è costituita in buona parte da
coloni marocchini; è quasi ultimata la costruzione di un muro lungo 2700 km, realizzata
dal Marocco a difesa dei territori occupati.
1988 Risoluzione
ONU 621/88 e seguenti: viene istituita la MINURSO (MIssione delle Nazioni Unite per il
Referendum del Sahara Occidentale) e stabilito un piano di pace.
1989 Il
Parlamento Europeo adotta una risoluzione a favore dellautodeterminazione e
dellindipendenza del popolo saharawi.
1991 Il
28 giugno Marocco e Fronte Polisario accettano la tregua fissata per il 6 settembre 1991 e
fissano il referendum per il gennaio 1992 da eseguirsi secondo le liste del censimento
spagnolo del 1974.
1991 Il 4 ottobre il
Marocco organizza una seconda Marcia Verde alla quale prendono parte 155.000 coloni
marocchini, portando a 7 a 1 il rapporto fra marocchini e saharawi.
1992 Il 15 gennaio il
Parlamento Europeo nega la concessione di nuovi aiuti al Marocco fin quando non adempirà
alle risoluzioni dellONU.
1996 Il referendum
continua ad essere rinviato. Fatta eccezione per alcune violazioni da parte marocchina, la
tregua e' stata rispettata, ma i continui ostruzionismi delle autorità di Rabat rendono
impossibile l'applicazione del piano di pace. In particolare una lista elettorale
aggiuntiva includendovi i coloni marocchini insediati nel Sahara Occidentale. La MINURSO
non e' in grado di svolgere la sua missione nel Sahara Occidentale perche' palesemente
osteggiata dalle truppe marocchine e perche' non sufficientemente sostenuta politicamente e logisticamente dalla stessa
ONU. Subentra il rischio di un ritorno alla armi.
1997 Il 25 Aprile James
Baker, inviato speciale del Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan, visita gli
accampamenti saharawi nell'ambito di un giro di consultazioni con il Fronte Polisario ed
il governo del Marocco. E' il segnale di un cambiamento degli interessi internazionali
sulla questione saharawi. Grazie alla mediazione di Baker, infatti a seguito di una serie
di colloqui svoltisi fino all'autunno, il piano di pace viene riattivato e viene stabilito
un calendario fino alla presunta data del 7 dicembre 1998 per la celebrazione del
referendum.
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